Lo sviluppo sensoriale del feto. I^ Parte.

Lo sviluppo sensoriale del feto


 

L’evento “nascita” viene identificato nell’immaginario collettivo come l’inizio della vita. Sicuramente è un momento cruciale (e incredibilmente speciale!) ma in realtà sappiamo bene che l'inizio della vita è segnato dal concepimento e che la nascita rappresenta il passaggio tra la vita intrauterina fetale e la vita extrauterina neonatale.

Grazie alla ricerca e agli strumenti disponibili in campo medico-scientifico (ecografia, risonanza magnetica...) negli ultimi decenni, è stato possibile descrivere il fine e complesso processo di crescita e di sviluppo dell’embrione (fino alla 10°settimana di età gestazionale) e del feto (dopo la 10°settimana di età gestazionale). E’ noto anche ai non esperti che il feto si muove già nella pancia facendo sentire le manine e i piedini contro la parete uterina, girandosi, cambiando posizione...

Ma riguardo all’aspetto sensoriale cosa percepisce? Quando sente le nostri voci? Che cosa annusa?  La ricerca sperimentale sulla vita prenatale ci ha permesso di capire come l’ambiente all’interno dell’utero sia particolarmente ricco di stimoli che il feto riesce a distinguere e a percepire. Questi vengono elaborati e memorizzati in base alla progressiva maturazione anatomica – funzionale dei sistemi deputati ai sensi – tatto, gusto, olfatto, udito, vista – e del sistema percettivo deputato alle informazioni ad esempio sull’equilibrio (informazioni vestibolari) e sul senso di posizione del corpo nello spazio (informazioni propriocettive).  Esiste quindi una sorta di apprendimento fetale che consente al neonato di nascere con un bagaglio di esperienze motorie e sensoriali sperimentate già durante la gravidanza che gli consente di adattarsi gradualmente al nuovo mondo extrauterino.

Lo sviluppo morfologico dei singoli sistemi sensoriali inizia nel primo trimestre e anche se ciascuno ha tempi di inizio e di maturazione diversi, la loro crescita è strettamente interconnessa. Il primo senso che comincia a svilupparsi nell’embrione umano è il tatto.

Intorno alla 7°-8° settimana di età gestazionale (e.g.) la pelle è infatti un organo già molto sviluppato e ad una minima stimolazione intorno alla bocca (una delle zona più ricche di recettori cutanei) si ha già una risposta di evitamento dello stimolo.

Alla 10°-11° settimana di e.g. i recettori cutanei dell’epidermide sono anche su tutto il viso, sul palmo delle mani e sulla pianta del piede; completeranno il loro sviluppo anche nelle altre zone del corpo verso la 20° settimana di e.g. Il feto in questa epoca inizia a sperimentare i primi movimenti esplorativi del proprio corpo ancora non percepiti dalla mamma (10° settimana e.g.); toccherà poi le pareti dell’utero, afferrerà il cordone ombelicale, inizierà a succhiarsi il pollice (18°settimana e.g.), a giocare con le manine (24° settimana e.g.).

Contemporaneamente maturano anche le vie nervose che portano al cervello le sensazioni raccolte consentendo al feto di elaborare queste esperienze tattili intrauterine. La sensibilità tattile è strettamente integrata a quella propriocettiva che partecipa alla costruzione mentale dello schema corporeo fin dalle prime settimane di vita fetale. Le informazioni propriocettive, insieme a quelle vestibolari, informando sulla posizione delle articolazioni e dei segmenti corporei, hanno infatti anche la funzione di dare un feedback al feto sulla sua attività motoria.

 

Contemporaneamente al sistema propriocettivo, a partire dall’8°-9° settimana di vita embrionale si sviluppa anche il sistema vestibolare. Situato nell’orecchio interno, questo sistema dà informazioni relative all’equilibrio e consente di capire anche ad occhi chiusi in quale posizione ci troviamo, se siamo fermi o in movimento. Questo sistema completa la sua maturazione morfologica intorno al sesto mese di gravidanza.

All’interno dell’ambiente intrauterino il sistema vestibolare è deputato a regolare la ricezione delle vibrazioni che si propagano nel liquido amniotico col movimento materno e quindi anche le fasi di movimento e di riposo del feto (spesso infatti il feto si muove quando la mamma riposa e rimane tranquillo quando la mamma si muove). 

Anche la funzione gustativa comincia a maturare dalla 7° settimana di e.g. con la formazione dei primi recettori nella zona orale e peri-orale. Alla 12 ° settimana di e.g. iniziano a formarsi le prime papille gustative sulla lingua che si svilupperanno fino alla nascita, consentendo già durante la vita intrauterina di distinguere i primi sapori (es. dolce/salato) contenuti nel liquido amniotico.

 

Verso la 18°settimana di e.g. infatti, iniziano i primi movimenti di suzione e di deglutizione del liquido amniotico che ha una composizione chimica variabile nell’arco della giornata in base all’alimentazione materna e all’emissione delle urine del feto.

Poiché il liquido amniotico viene anche inalato, rappresenta una fonte di stimoli non solo gustativi ma anche olfattivi. Gusto e olfatto sono quindi due modalità sensoriali strettamente legate. Così come il gusto, anche l’olfatto si sviluppa precocemente con i primi recettori olfattivi presenti nella mucosa nasale a 7-8 settimane di e.g. e già connessi al nervo olfattivo. L’esperienza degli odori e dei sapori intrauterini così particolari favorisce, come dimostrato ormai da numerosi studi condotti su neonati animali ed umani, il riconoscimento inconfondibile da parte del neonato dell’odore e del latte materno già poche ore dopo la nascita.

 

Cristina Taddei

dr.ssa in Fisioterapia – Specialista in Area Pediatrica

WEB: cristinataddei.wordpress.com

 

Fonte: http://www.mammeonline.net/content/sviluppo-sensoriale-del-feto-parte

 

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