Il prurito in gravidanza!

Consigli utili per alleviare i pruriti in gravidanza


 


Tra i piccoli disturbi in gravidanza, uno dei più frequenti è il prurito. Questo sintomo, anche se per la maggior parte dei casi è banale, non deve essere mai sottovalutato, è soprattutto nel corso degli ultimi mesi di gravidanza che alla futura mamma può capitare di avvertire sul corpo un fastidioso prurito. In genere, tende a localizzarsi sul pancione, seno e gambe e solo di rado si estende al resto del corpo. 

Anche la pelle inizia a tirare, potrebbe essere uno degli effetti della tensione cui viene sottoposta la pelle nel corso dei nove mesi di gravidanza, soprattutto nell'ultimo trimestre, quando l'utero si ingrossa notevolmente. La pelle dell'addome, ma anche del seno e delle cosce, subisce un progressivo stiramento che finisce spesso per irritare la cute. Inoltre durante l'attesa la notevole presenza nel sangue degli ormoni estrogeni e del progesterone, provoca una maggiore ritenzione idrica. Così i tessuti impregnati di acqua si tendono più del solito e possono dare una lieve sensazione di prurito nella parte bassa dell'addome, alle gambe e ai piedi.
Per rimediare a questo sintomo, normale in gravidanza, è fondamentale mantenere la pelle ben idratata: occorre quindi, a cominciare già dai primi mesi della gestazione, utilizzare tutti i giorni creme elasticizzanti e antismagliature e oli emollienti e idratanti, per rendere la pelle più "elastica" per contrastare il progressivo "stiramento". I prodotti vanno applicati praticando lievi massaggi, utili a stimolare la circolazione sanguigna. Per alleviare il prurito inoltre, è consigliabile utilizzare sulle zone interessate il talco mentolato o lozioni rinfrescanti (a base di lavanda, acqua di rose, bergamotto), oppure fare un bagno tiepido a base di amido di riso dal potere sfiammante. Oltre ai rimedi indicati è consigliato anche un controllo del peso e lunghe passeggiate all'aperto che facilitano la circolazione sanguigna delle gambe. 

Questo disturbo può anche essere connesso alla cattiva funzionalità del fegato, che provoca la colestasi epatica, cioè la tendenza ad accumulare sali biliari nei tessuti, favorita dai mutamenti ormonali tipici dei nove mesi di gestazione. Il fegato non riesce a svolgere pienamente le sue funzioni di "filtro" e alcuni scarti delle cellule rimangono in circolo, provocando il senso di fastidio. Il prurito compare nell'ultimo trimestre, dapprima su braccia e gambe e poi tende a diffondersi su tutto il corpo. In questo caso per favorire l'eliminazione dei sali è utilissimo bere molto, almeno 1,5-2 litri di acqua naturale al giorno, e seguire una dieta adeguata, evitando pasti troppo abbondanti o molto speziati, i fritti, le salse e i salumi, ossia tutti quegli alimenti che richiedono un notevole impegno da parte del fegato. In caso di necessità il medico prescriverà farmaci che riattivano la funzione di filtro del fegato, e quelli che eliminano il fastidioso sintomo. 

Quando invece il prurito compare già a partire dai primi mesi di gravidanza è più probabile che esso sia dovuto a un fenomeno allergico. In questo caso il ginecologo potrebbe escludere dalla dieta della gestante alcuni alimenti ad alto rischio, come il latte e le uova.

 

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