i bambini devono fare i bambini

 

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Sono chiassosi al ristorante? Colpa nostra: non possiamo pretendere che stiano fermi due ore. Fanno a botte ai giardinetti? Normale, prendono le misure, e  non dobbiamo intervenire. Due pedagogiste milanesi, Elisabetta Rossini e Elena Urso, hanno raccolto in un libro dal titolo indicativo, I bambini devono fare i bambini (Bur), i consigli per aiutare i genitori ansiosi e stressati: “Sulla nostra pagina Facebook ci chiedono di intervenire se i figli sono tristi o arrabbiati, o se si annoiano” ci dicono. “Ma ai bambini si chiedono due cose contraddittorie: da un alto di comportarsi da grandi, ad esempio al ristorante. Dall’altro di rimanere bambini per sempre, tanto che si continua a vestirli anche quando  vanno già a scuola”. Il libro è un po’ il frutto di questo lavoro. Noi abbiamo riassunto in 10 punti le idee per gestire al meglio le situazioni critiche, anche dal punto di vista emotivo. Eccoli.

 

3521021-97888170865541. Rispettare i loro tempi. Poveretti, li trascinate al ristorante e tra il primo e il dessert passano due ore. Loro si spazientiscono, voi pure, i vicini di tavolo lanciano occhiatacce. Spesso ci si aspetta che i bambini facciano i “bravi” nel senso adulto del termine. Ma chiedere a chi ha 2-3 anni di stare seduto per ore non è giusto, è superiore alle sue forze. Portatevi carta e pennarelli. E andate in pizzeria.

2. Rispettate l’età. Inutile chiedere a vostro figlio di restare a tavola a fare conversazione se ha finito di mangiare. L’idea della convivialità gli sfugge, il pranzo è solo una convenzione. Mangerebbe più volentieri senza interrompere i suoi giochi. Che cosa gli importa di chiacchierare con mamma e papà?

3. Lasciate fare ai bambini quello che sanno fare (e magari qualcosa in più). Confessate: vi piace tanto restare abbracciati al vostro cucciolo quando si addormenta, anche se sa già leggere e scrivere. Eppure può farlo  da solo. Quindi sì alle coccole, alla lettura, al pupazzino consolatorio. Poi un bel buonanotte e si va. Spesso sono i genitori a non essere pronti ad affrontare il distacco.

4. Dategli dei compiti impegnativi. Esempio: fargli portare la brocca dell’acqua a tavola. La rovescerà? No, perché se gli viene affidato un compito, il bambino si sente responsabilizzato. Dategli qualche consiglio positivo: “tienila dritta”. Non trasmettetegli ansia, sennò sì che l’acqua finisce a terra.

5. Sì ai divieti, ma indicate un’alternativa. No ai salti sul divano? Ok. però sì ai salti sul tappeto.

6. Lasciategli gestire la relazione tra pari. Il bambino deve sperimentare il conflitto e imparare a gestirlo. Prenderà da solo le misure, senza intromissioni adulte. Normale che uno sia dominante e l’altro gregario, sono i genitori a non accettarlo, e non capiscono che poi le relazioni cambiano. Se uno ruba la palla, vostor figlio saprà come reagire. Intervenite solo in casi estremi.

7. Non vuole parlare? Lasciatelo in pace! Non partiamo dal presupposto che i figli debbano fare quel che vogliamo noi. E’ arrabbiato e non dice il motivo? Pazienza. Potete dirgli che quando vuole, voi siete pronti ad ascoltarlo. E se risponde a monosillabi alla domanda: “com’è andata la scuola”, non tormentatelo.

8. Non minimizzate paure e incubi. Inutile fare sorrisetti e chiduere la questione con: “non c’è motivo, se hai paura chiama la mamma”. Meglio fornire un’alternativa, con fantasia: una formula magica per far sparire i mostri funziona di più.

9. Mai punizioni umilianti. La sanzione dev’essere simbolica e privata, mai davanti agli altri. Sennò il bambino registra solo l’umiliazione, e non capisce il perché del castigo. Inoltre, la sanzione dev’essere immediata. Il: “ne riparliamo stasera”, è inutile.

 

 

10 I bambini devono imparare la differenza tra bisogni e desideri. I primi si soddisfano, i secondi non sempre e non subito. Vuoi andare  a giocare a palla? Aspetta che papà finisce di sparecchiare (forse), poi ti accompagna. Lasciar vivere queste piccole frustrazioni è positivo. I figli imparano a fronteggiarle, capiscono che si sopravvive. E se non lo capiscono e reagiscono con “mamma sei cattiva”, non cedete. E non prendetevela.

via Io Donna