Farmaci in allattamento: quali e come senza rinunciare ad offrire il seno

 

Allattare al seno il proprio bambino è essenziale per la salute del bambino e anche della mamma, ma può capitare di dover assumere dei farmaci. Piccole regole da attuare per non interrompere l’allattamento.

Almeno fino ai sei mesi di età del piccolo, meglio ancora se fino all’anno e anche più in là, il piccolo dovrebbe essere allattato al seno: sono queste le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel nostro paese, purtroppo, spesso si interrompe molto prima del tempo. Una delle cause più frequenti dell’interruzione dell’allattamento è la necessità di assumere farmaci: infatti, difficilmente una donna per diversi mesi non debba assumere nemmeno un antidolorifico, oppure un antibiotico. Per questo motivo, il Ministero della Salute ha emanato un documento dal titolo – Farmaci nella donna che allatta al seno: un approccio senza pregiudizi – per dare regole di comportamento quando si nutre al seno il proprio bambino ed è necessario prendere una medicina.

La prima e fondamentale raccomandazione è – evitare il fai da te, non prendere un farmaco di propria iniziativa, nemmeno un prodotto da banco o di erboristeria, perché non tutti sono indicati mentre si allatta.
Da tener sempre presente – la maggior parte dei farmaci assunti passa nel latte, ma in misura limitata o molto limitata, comunque senza determinare effetti tossici per il bambino, o dando solo effetti collaterali minori o trascurabili.
I farmaci ammessi all’assunzione durante la gestazione non è detto siano consentiti anche per l’allattamento. Non è così: per esempio, alcuni farmaci antidepressivi sono consentiti in attesa, ma non vanno assunti in allattamento. È quindi opportuno farsi consigliare dal ginecologo e dallo specialista per cambiare terapia.

In caso di assunzione di farmaci prescritti dal medico durante l’allattamento, meglio farlo dopo la poppata. Il corpo avrà più tempo per metabolizzarlo e al neonato arriverà la minor quantità possibile di sostanza chimica. Se necessario, è opportuno modificare gli orari in cui si assumono i farmaci per assecondare il naturale ritmo delle poppate del bambino, non fare il contrario.
Un farmaco è giudicato compatibile con l’allattamento al seno quando gli effetti collaterali per il bambino sono nulli o poco rilevanti. Eventuali effetti collaterali nel lattante dipendono dal tipo di farmaco assunto, ma anche da come la madre e il neonato metabolizzano il farmaco. In ogni caso, quando si assume un farmaco è bene, se si osservano cambiamenti nel bambino, segnalarli tempestivamente al pediatra.
I farmaci per le malattie croniche, come insulina per il diabete o ormoni tiroidei sostitutivi per l’ipotiroidismo, se assunti correttamente e nelle giuste dosi non determinano effetti collaterali significativi nel neonato.

Se deve essere assunto un farmaco controindicato durante l’allattamento, ma solo per un periodo limitato di tempo, si potrà scegliere di tirarsi il latte e gettarlo via per il tempo di eliminazione della sostanza chimica, riprendendo successivamente l’allattamento al seno. Il latte materno, infatti, deve essere estratto dal seno con regolarità, quindi, con frequenza simile a quella della poppata del bambino: la riduzione nella quantità e nel ritmo di estrazione, quando si riprende ad allattare si potrebbe trovare una produzione di latte ridotta e quindi insufficiente per le necessita.

Se la prescrizione del farmaco controindicato con l’allattamento può essere programmato, ci si può organizzare in modo tale da mettere da parte giornalmente una quota del latte spremuto che potrà essere somministrato al bambino nei giorni in cui non potrà essere allattato al seno. Il latte materno può essere conservato in frigo a temperatura di 4 °C per 4 giorni oppure conservato nel freezer a -20°C per 6 mesi.
Per qualsiasi dubbio si deve far riferimento al medico di Medicina Generale, al pediatra o allo specialista in base alle caratteristiche del farmaco e alla situazione specifica della mamma e del bambino, a quanto riportato nel foglietto illustrativo del farmaco e ai dati della letteratura, consultando di volta in volta, se necessario, i Centri di Riferimento per l’informazione sul Farmaco.

Valentina Scarpelli, Nutrizionista

Fonte: http://www.guidagenitori.it/un-figlio/primi-mesi/9351-farmaci-allattamento-quali-e-come-senza-rinunciare-ad-offrire-il-seno