Gravidanza oltre il termine: l'induzione è sicura?

L'induzione spaventa spesso le donne in gravidanza. Ma è davvero necessaria? Nuove ricerche dicono di sì


 

Cosa fare se il termine della gravidanza è arrivato ma il travaglio non parte? 

La prassi comune è intervenire in ospedale inducendo il parto. Ma è una pratica che spesso spaventa le mamme in gravidanza, e c'è chi pensa che sarebbe meglio lasciare che la natura faccia il suo corso.

Una recente review Cochrane (iniziativa internazionale no-profit nata con lo scopo di raccogliere, valutare criticamente e diffondere le informazioni relative alla efficacia ed alla sicurezza degli interventi sanitari) ci dice invece con ragionevole certezza che è il caso di fidarsi degli operatori sanitari: indurre il parto di una gravidanza giunta a termine è la scelta più sicura, soprattutto per il bambino. 

L'analisi riguarda i risultati di 30 trial clinici randomizzati che avevano coinvolto in tutto 12.479 donne in diversi Paesi del mondo. Dall’analisi dei dati è emerso che indurre il parto riduce il rischio di morte perinatale per tutte le cause. Nel gruppo delle donne a cui sono state indotte le contrazioni ci sono stati due decessi tra i neonati in confronto ai 16 del gruppo cui non è stato somministrato alcun farmaco. Anche il numero di nati morti: nel campione esaminato c’è stato un nato morto nel gruppo di donne sottoposte ai trattamenti farmacologici per accelerare i tempi in confronto ai 10 dell’altro gruppo.

Non solo. Le donne che anticipano il parto in ospedale (rispetto a quelle che attendono, superato il termine, il naturale corso degli eventi) hanno meno probabilità di essere sottoposte a un parto cesareo, e i neonati hanno un rischio minore di finire nei reparti di terapia intensiva neonatale o di avere punteggi bassi nel test di Apgar.  

Di contro ci sono più probabilità di subire un parto vaginale operativo, con il ricorso al forcipe o alla ventosa.