Sessualità in gravidanza

Questo mese PCare e Nove Mesi affrontano insieme un tema molto delicato e importante per ogni donna e per la coppia: la sessualità in gravidanza.


 

Questo mese PCare e Nove Mesi affrontano insieme un tema molto delicato e importante per ogni donna e per la coppia: la sessualità in gravidanza.

Il periodo della gravidanza è per la coppia un momento di grande cambiamento: si prepara ad accogliere il bambino che sta per nascere e in questo processo, che oltre ad essere fisico per la donna è  psicologico per ambedue, varie aree della coppia sono  interessate. Il   nuovo arrivo prevede una preparazione che riguarda non solo l’aspetto pratico dell’accoglienza del neonato, ma anche una rinegoziazione della sessualità e dell’intimita’ per poter essere vissute senza negazioni, traumi o tabù.

Nonostante la conquistata liberta’ sessuale e la possibilita’ di parlare di tematiche che fino a qualche tempo fa rimanevano confinate in una regione non esplorabile, la sessualità in gravidanza rimane ancora in un territorio dove paure, false credenze  e tabu’ irriducibili ancora si esprimono, e se pur apparentemente pronta ed emancipata ,a volte la coppia deve fare i conti con situazioni emotive inaspettate.E’ in questo momento che si fa strada la dissociazione tra maternità e sessualità, e questa viene inconsciamente bloccata anche a causa del rifiuto sociale degli aspetti sessuali della maternità.

Le incertezze possono riguardare la donna che a volte, nel cambiamento del corpo, richiamando insicurezze non risolte rispetto all’accettazione di se’,teme di non essere desiderata nel suo nuovo aspetto fisico  dal suo partner e agisce una negazione della sessualita’ come meccanismo di protezione da un temuto rifiuto.Altresi’ è vero che molte donne sviluppano invece una accettazione profonda del loro cambiamento fisico,che arriva a volte all’ostentazione narcisistica del pancione, laddove la gravidanza e il relativo cambiamento corporeo vengono  accettati senza ambivalenza.

Il maschio peraltro, può a volte avere paura di essere un involontario artefice di danni al bambino,fantasticando di fare del male alla sua compagna durante il rapporto ,o che il liquido spermatico possa entrare in utero e danneggiare il feto. Può per altro nutrire fantasie circa la “sacralita’” della maternita’ e sottrarsi ai rapporti per questa impossibilita’ di conciliazione e integrazione..Ci sono altresi’ uomini che vivono in maniera molto empatica la gravidanza della compagna, che diventa occasione di crescita comune e di strutturazione di un rapporto di complicita’ e scambio,presupposto per un rapporto successivo al dopo parto,di una unione di coppia piu’ salda e di una genitorialità condivisa.

Altre fantasie che riguardano entrambi soprattutto negli ultimi mesi di gravidanza, sono sull’avvertire la presenza del bambino che in qualche modo “assiste “ al rapporto.

Nella realtà il bambino in utero è protetto dalle membrane e dal liquido amniotico e è non ipotizzabile che ricavi alcun danno dal rapporto sessuale. È importante fare un distinguo laddove ci siano situazioni di patologia ostetrica che vanno dalla minaccia d’aborto ,perdite ematiche, alla minaccia di parto prematuro,alla placenta previa, alla rottura prematura del sacco amniotico, quando è realmente rischioso avere rapporti .In  tutte le altre situazioni  è invece auspicabile che la sessualita’ in gravidanza sia portata avanti, se pur con modalita’ diverse da prima, per tenere intatto il filo di comunicazione e di  intimita’ che sara’ piu’ semplice riprendere dopo la nascita ,se non è stato interrotto.

Sia l’uomo che la donna dovranno in ogni caso essere rispettati nei loro desideri e nei loro tempi, cercando una comunicazione verbale su questi temi che aiuti la comprensione dell’altro e una possibilità di trovare forme comunicative, oltre che altre possibilita’ di esprimere la sessualita’ ,preservando gli aspetti di coccole e carezze ,con modalita’ alternative al coito, se uno dei due non è pronto .

Occorre tenere presente che per la donna le fasi della gravidanza non sono tutte uguali, per motivi sia fisici, legati al volume della pancia, ma anche di tipo chimico ormonale .Infatti nei vari trimestri di gravidanza c’è una variazione ormonale importante che puo’ influire anche sulle modalita’ di approccio alla sessualita’.

Cosi nella fase iniziale,al primo trimestre la donna è investita da una vera e propria tempesta ormonale ,che vede un cambiamento delle funzioni endocrine legate alla ipofisi, al surrene,  tiroide, paratiroidi,  ovaie.I complessi meccanismi che si mettono in moto e che hanno come effetto un aumento degli estrogeni e del progesterone e una diminuzione del testosterone provocano, oltre a una sensibilita’ accentuata. con variazioni dell’umore molto frequenti, anche  un iniziale calo della libido che, associati a nausea e vomito, possono portare a ridurre la frequenza dei rapporti sessuali. E’ altresi vero che in questa fase,per l’aumento di produzione del progesterone,puo’ esserci una aumentata irrorazione sanguigna con aumento della lubrificazione e della sensibilita’ a livello genitale.Nella fase iniziale della gravidanza ,soprattutto se è un primo figlio,la coppia è molto coinvolta sul senso di responsabilita’ e sulla paura di un danno .Questo puo’ portare alla astensione dai rapporti.

Il secondo trimestre è invece un momento molto positivo per la sessualità: la donna non ha piu’ i disturbi del primo trimestre e ha una situazione fisica di grande benessere. La produzione ormonale ovarica aumenta e anche gli ormoni placentari sono presenti determinando cambiamenti fisici e psichici molto positivi: pelle liscia ,seni turgidi, grande energia e benessere psicofisico .La donna si sente bella e in realta’ è piu’ bella ..Il suo desiderio sessuale aumenta. Ha bisogno in questo momento di sentirsi desiderata dal suo partner,ed in questa fase la coppia può vivere una serena sessualita’.

Nel terzo trimestre le cose cambiamo un po’:la pancia diventa evidente e puo’ costituire un ostacolo al rapporto-La nascita imminente del bambino puo’ evocare ansie e preoccupazioni che distolgono dal desiderio sessuale. In questo momento la donna è stanca e ha bisogno di essere rassicurata e confermata, oltre a voler dividere col patrner le fantasie rispetto al bambino. In questa fase diventa piu’ difficile il coito,ma l’intimita’ deve essere mantenuta ,per poter cosi’ riprendere piu’ facilmente dopo il parto una normale attivita’ sessuale.

E’ in questo momento che la coppia può cementarsi in una complicità che ,da fisica, diventerà poi una alleanza non solo di coppia ma anche genitoriale.

Successivamente , nel puerperio, dopo il primo mese dal parto si possono ricominciare i rapporti sessuali ma la donna ,molto impegnata nell’accudimento del neonato  a volte ha in questa fase una diminuzione della libido. Se ha un compagno amorevole e comprensivo, piano piano e liberamente riprendera’  l’attivita’ sessuale, tenendo presente che gli organi genitali, dopo lo stress del parto, a volte hanno bisogno di tempo per ritrovare  il migliore equilibrio. Potrebbe esserci secchezza vaginale o una temporanea anorgasmia:questi disturbi in un clima sereno e attento potranno recedere per lasciare il posto a una ripresa della sessualita’ piu’ matura e consapevole.

In collaborazione con la Dott.ssa Rosa Brancatella , Medico Ginecologa-Sessuologa Psicoterapeuta .