Imparare a respirare in vista del parto!

Pcare presenta la respirazione al parto, per avere maggiore padronanza del proprio corpo!


 

è il nostro appuntamento
con il programma PCare presso la Casa di Cura
Villa Margherita di Roma.
In questo numero parliamo della respirazione da parto, utile per attenuare il dolore, allontanare l’ansia e vivere più serenamente il grande giorno!

 

Respirare nel modo giusto durante il travaglio ha molteplici vantaggi: aiuta ad alleviare i dolori delle contrazioni e favorisce la dilatazione del canale del parto, facilitando la discesa del bebè. Per alcune mamme, senza un giusto allenamento, potrebbe essere difficile farlo mentre ci si trova in balia delle doglie; mettendo in pratica alcuni esercizi, potrai utilizzare una buona respirazione. Per apprendere alcune tecniche PCare ha organizzato il corso di Respirazione al parto

Perché imparare a respirare?

Parlando in generale della respirazione, occorre sottolineare che respirare nel modo corretto fa bene sempre. Permette infatti di ossigenare meglio il sangue e di placare l’ansia, grazie alla stimolazione di neurotrasmettitori chiamati “antistress”. Inoltre, ossigenare meglio l’organismo materno significa anche ossigenare al meglio il bambino, oltre a trasmettergli uno stato di rilassamento e di calma.

Per quello che riguarda nello specifico il parto, il Corso Respirazione al Parto (che si basa su tecniche ed esercizi respiratori) serve ad accompagnare l’organismo a reagire nel modo più adatto a ogni fase del travaglio e al parto, alleviando quindi sia la tensione fisica che emotiva, tenendo sempre conto delle caratteristiche della singola mamma e dell’importanza fondamentale di aiutare la donna in un momento così speciale a conoscere, sentire e seguire il proprio corpo.

Come si svolge il corso di PCare:

PCare consiglia un programma di preparazione individuale al parto.

Il Corso si basa su una breve parte teorica che fornisce informazioni relative all’anatomia e alla fisiologia della gravidanza e del parto (sulle diverse posizioni che attenuano il dolore delle contrazioni, sulle varie fasi del travaglio, sui sintomi che precedono il parto, etc.) e di una parte pratica, di preparazione psicofisica (esercizi muscolari, di respirazione e di concentrazione) che deve essere completata con esercizi svolti a casa.

Gli esercizi fisici riguardano soprattutto l’apprendimento di tecniche per il rilassamento dei muscoli addominali, quelli della fascia lombare e soprattutto del perineo, ossia il complesso dei tessuti molli che chiudono la parte inferiore del bacino e che sono molto importanti nella fase del parto.

Viene poi insegnato il controllo della respirazione, che muta nelle diverse fasi del parto. Facciamo alcuni esempi del ventaglio di possibilità che possono aiutare il travaglio.


• La respirazione deve essere molto profonda all’arrivo delle prime contrazioni con respiri lenti ( bocca-bocca /naso- naso); quando le contrazioni si intensificano il ritmo respiratorio deve essere modificato attraverso un’inspirazione non troppo profonda, con arresto del respiro (allo scopo di immagazzinare aria), che va poi espirata lentamente.

• Per la fase espulsiva sono invece state messe a punto delle tecniche di respirazione che consistono nell’insegnare alla partoriente ad inspirare profondamente e a trattenere l’aria nei polmoni per 15 secondi al momento della spinta, tornando poi in uno stato di rilassamento, per poi riprendere la respirazione profonda alla spinta successiva. Questa tecnica permette di premere sul diaframma, il quale a sua volta preme sull’utero, spingendo in basso il bambino.

La parte psicologica vera e propria di questi Corsi consiste nell’insegnamento di una tecnica di rilassamento
 e la conservazione delle proprie energie durante il travaglio ed il parto, per meglio accogliere il bambino, mantenendo il contatto con il proprio corpo e con la propria mente, vivendo il momento del parto, se possibile, come un momento di benessere.

Il Training Autogeno agisce sulla reazione emotiva al dolore, cioè sulla paura, che è uno dei fattori determinanti della reazione dolorosa.


• I corsi iniziano in genere intorno al sesto-settimo mese di gravidanza e vengono praticati individualmente o in gruppi di 2 gestanti. Gli incontri hanno frequenza settimanale, durano circa un’ora e sono condotti da professionisti esperti, il numero di incontri viene valutato in base alla necessità.

Benefici per il parto

E' stato dimostrato che la preparazione psicoprofilattica al parto riesce ad ottenere una totale o parziale analgesia nel 70% dei casi, mentre nel 30% dei casi viene comunque considerato un valido aiuto; inoltre l’apprendimento di una tecnica di rilassamento autogena, può essere comunque un valido aiuto per il resto della propria vita.

Alcuni esercizi di respirazione

• Seduta per terra con la schiena appoggiata al muro, tieni la testa dritta, le gambe incrociate e le mani rilassate appoggiate sulla pancia. Comincia a respirare normalmente, senza forzare il respiro, ma percependo semplicemente l’aria che entra ed esce dai polmoni. Concentrarsi sul respiro aiuta a “staccare” il cervello da ansie e preoccupazioni e allentare le tensioni.


• Quando avrai preso “confidenza”
col tuo respiro, comincia a respirare in modo più consapevole, svuotando i polmoni a partire dalla parte più alta per poi vuotare anche l’addome. A questo punto resta qualche attimo in apnea, poi inspira fino a riempire nuovamente 
i polmoni. Ripeti questo esercizio per una decina di volte.

Questi sono alcuni degli esercizi migliori per sintonizzarsi con il proprio corpo ed in particolare con il proprio utero durante il travaglio e consentire un buon rilassamento sin dai primi momenti. L’obiettivo è quello di imparare a sfruttare la respirazione per ossigenare l’organismo e di far sì che i muscoli non oppongano resistenza alla discesa del piccolo

Quando sopraggiunge il dolore...

ci soffermiamo sugli effetti analgesici 
della respirazione durante il parto. Questo è l’aspetto che interessa maggiormente
 le future mamme. Prima di tutto occorre sapere che la percezione del dolore provoca alterazioni neurovegetative 
che comportano: respirazione rapida, battito cardiaco accelerato, aumento 
della pressione sanguigna, sudorazione
 e aumento del tono muscolare. Queste reazioni portano l’organismo in uno stato di maggiore eccitazione. con un’adeguata respirazione le cose si possono rimettere 
a posto! Riuscire a far regredire l’ipertono del sistema simpatico (porzione del sistema nervoso autonomo o vegetativo che utilizza come neurotrasmettitori l’adrenalina e la noradrenalina) fa ridurre il tono muscolare e la pressione del sangue e rilassa le pareti dei vasi sanguigni. Di conseguenza, si abbrevia il periodo dilatante, diminuisce 
la quantità e la durata delle doglie. Gli effetti analgesici della respirazione durante il parto sono di natura psicosomatica, le tecniche di respirazione al parto non attenuano il dolore in sé, ma la reazione emotiva ad esso, allentando la morsa del circolo vizioso paura-tensione-dolore. Il dolore non è solo una percezione sensoriale, ma è anche una reazione strettamente connessa ad ansia e paura. Mantenere il controllo mediante la respirazione è in sé un buon metodo per non farsi sopraffare dal dolore! L’ansia, legata all’attesa del dolore, intensifica e riacutizza il dolore stesso che a sua volta fa tendere i muscoli e irrigidire il corpo 
che stenterà ad accettare le doglie, le contrasterà, soffrendo ancora di più.

 

 

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