Finalmente si torna a casa

Con Pcare affrontiamo i più frequenti quesiti del puerperio e dell’assistenza ostetrica a domicilio dopo il parto.


 

La nascita di un bambino determina anche la nascita di una mamma, di un papà, dei fratellini e di un nuovo nucleo familiare che si trasforma con l’arrivo di questa bella novità. La “nuova famiglia” ha bisogno di poter stare insieme per imparare a conoscere il nuovo arrivato, capire i suoi messaggi e prendersene cura nel migliore dei modi.

 

Il periodo successivo al parto rappresenta spesso un momento di grande carica emotiva. La neomamma viene travolta da un forte senso di responsabilità e a volte potrebbe sentirsi inadeguata o eccessivamente preoccupata. Talvolta la cerchia di parenti ed amici le propongono tanti suggerimenti e consigli ma che spesso si rifanno alle loro esperienze personali, che oggi alla luce delle nuove conoscenze potrebbero essere superate. 

Ricorrere all’aiuto di un’ostetrica e di un’assistenza a domicilio durante il puerperio è il modo migliore per imparare a capire bene i bisogni del bambino e per acquisire più sicurezza e consapevolezza delle proprie capacità innate. Le visite a domicilio avvengono tenendo conto delle esigenze del rapporto madre-bambino e in base alle difficoltà che una neommama

potrebbe incontrare. 

Si arriva al momento del parto attraversando tempi molto dilatati, durante tutta la gravidanza, mese dopo mese, il corpo cambia lentamente e con esso la consapevolezza

di ciò che sta succedendo, diviene pian piano sempre più concreta e tangibile. Dopo il parto invece, le trasformazioni sono molto più veloci, l’utero riprenderà le dimensioni precedenti

alla gravidanza in 7-10 giorni, gli organi addominali e pelvici si riposizioneranno correttamente all’interno dell’addome in poche settimane e, se la futura mamma ha sofferto di gonfiori e ritenzione idrica, in pochi giorni il corpo eliminerà i liquidi in eccesso e la circolazione sanguigna tornerà alla normalità.

Abbiamo fatto le domande più frequenti, che le mamme si pongono nei primi 40 giorni dopo il parto, all’ostetrica di PCare Patrizia Mazza.

 

Quanto dura una poppata? 

La durata di una poppata varia da bambino a bambino. È consigliato aspettare che sia il piccolo a staccarsi da solo, facendo svuotare bene un seno prima di offrire l’altro. Tieni presente che il latte che fuoriesce non è tutto uguale, dopo un po’ che il piccolo poppa, scende un latte più ricco di grassi e proteine. Il numero delle poppate può variare in alcune giornate, quando i piccoli fanno uno scatto di crescita possono volersi attaccare più spesso e più a lungo finché la produzione del latte non si adegua alle nuove esigenze.

 

Come faccio a capire se il bebè mangia a sufficienza?

Un bambino che mangia a sufficienza, bagna 5-6 pannolini al giorno, fa circa 8-12 poppate al seno, ha in media un incremento ponderale settimanale intorno ai 150 grammi. Spesso suggerisco ai genitori di avere un piccolo diario nei primi giorni, annotare quante poppate fa al giorno, quanti pannolini si cambiano nelle 24 ore, in modo da verificare che i suoi ritmi si

stiano avviando correttamente.

 

Alla dimissione dall’ospedale mi hanno consigliato di dare le aggiunte di latte artificiale, posso tornare ad un esclusivo allattamento al seno?

Spesso si viene dimesse dall’ospedale, con il consiglio di dare un aggiunta di latte artificiale, monitorando un corretto attacco al seno, favorendo poppate frequenti, spesso è possibile diminuire gradualmente il latte artificiale mentre aumenta la produzione del latte materno.

 

La ripresa della mamma, cosa è importante sapere?

Nei primi 40 giorni, il corpo della mamma sia che abbia fatto un parto spontaneo che un cesareo ha bisogno di alcune attenzioni, tre suggerimenti proposti sono:

 

- Evitare lunghi periodi in piedi e soprattutto non fare sforzi, tutta la parte anatomica, chiamata pavimento pelvico va protetta. La prevenzione è la miglior cura

del proprio corpo, il controllo che l’utero si stia progressivamente contraendo e che le perdite vadano via via diminuendo.

 

- Una corretta alimentazione, aiuta sia nell’attivare correttamente la peristalsi intestinale,migliorando qualora vi fossero problemi di emorroidi,sia favorire un

buon allattamento.

 

- Le cicatrici tanto da epistomia che da taglio cesareo, andrebbero massaggiate in modo da far arrivare più circolazione sanguigna, migliorando il tessuto ed eventuali aderenze.